RIQUALIFICAZIONE DI UN’ANTICA CASA RURALE – Inserita nell’ordine archeologico territoriale della Centuriazione romana a Nord – Est di Padova

GEOLOGIA

Il territorio comunale di Campodarsego è interessato dal fenomeno della centuriazione romana del 1° secolo a.C.
Tale operazione di suddivisione del territorio secondo un regolare piano geometrico a maglie quadrate di circa 710 m di lato, ha caratterizzato l’attuale reticolato antropico che assume una prevalente orientazione parallela agli assi del graticolato romano, più sfumata nella parte occidentale del territorio (PAT Campodarsego – Relazione di progetto – 2001 a cura di Giuseppe Capocchin Atelier).

Il fulcro del reticolato presente a Nord-Est di Padova (“Cis Musonem”- al di qua del fiume Muson) si colloca nei pressi dell’attuale San Giorgio delle Pertiche ove si incrociano il Cardine Massimo, che corrispondeva alla Via Aurelia (l’attuale SR 307), ed il Decumano Massimo che coincide con l’odierna Via Desman, asse viario che procede tra i comuni di Borgoricco, Santa Maria di Sala e Mirano e costituiva parte del collegamento tra le attuali Vicenza e Mestre.

Nell’immagine: Schema della Centuriazione sovrapposto alla mappa stradale

Per i romani l’acqua era il fulcro dello sviluppo economico e sociale, ed anche la pianificazione rurale ed urbanistica non poteva prescindere da un rispetto totale per questo risorsa che, in epoca moderna, è stata invece subordinata allo sfruttamento intensivo delle superfici trasformandosi da bene prezioso a “problema” o “rischio”.
La centralità del “bene idrico” è testimoniata dall’orientazione dell’intero reticolato che non è allineato secondo i punti cardinali ma presenta un’inclinazione di circa 14,5° gradi rispetto all’ asse EST-OVEST. In questa maniera, le strade seguivano la pendenza naturale del terreno e quindi del deflusso delle acque, questo orientamento permetteva poi un irraggiamento ideale per i campi.
Le strade, i decumani in particolare, erano affiancati sul lato nord, da canali di scolo, in tal modo, data la pendenza del terreno, la strada proteggeva il terreno a valle da eventuali allagamenti, i campi inoltre presentavano la caratteristica lavorazione “a bauletto” con un colmo trasversale per permettere il facile scolo delle acque piovane verso i fossati (Il graticolato romano di Gianni Caravello).

Proseguendo nell’opera di centuriazione, l’agrimensore tracciava ogni 100 actus (3550 mt) e parallelamente ai due assi viari principali, i limites quintari, vie che servivano di comunicazione fra i vici o i pagi che sorgevano per lo più in prossimità o agli incroci di queste vie. L’area delimitata da due quintari (12,6 Kmq) era detta saltus. [….] Successivamente ai quintari, la rete stradale veniva ulteriormente infittita con altre strade, poste ad una distanza tra loro di 20 actus corrispondenti a 710,40 m., sempre parallele alle prime. Le aree quadrate di circa 50 ettari risultanti da questa ulteriore suddivisione erano dette centurie […] Ogni centuria veniva ulteriormente suddivisa con linee parallele ai cardini e ai decumani (limites intercisivi); originariamente la suddivisione era fatta a strisce i cui lati misuravano 2 actus (71,04 m.) che formavano 100 superfici quadrate di circa mezzo ettaro ciascuna chiamate heredia.
La centuriazione dell’agro patavino “Cis Musonem” comprende 21 saltus regolari e 6 parziali con circa 615 centurie pari a 123.000 iugeri, vale a dire 30.750 ettari.
I limites intercisivi, spesso ancora ben visibili, solitamente delimitano le proprietà e risultano costituiti da fossati lungo i quali, da tutte e due le parti, si trovano delle capezzagne, ossia strisce di terreno incolto che delimitano le testate dei campi coltivati (chiamate comunemente cavini da caput inizio o fine del campo). I limites intermedi sono invece costituiti da una piccola carreggiata, utilizzata anche per lo scolo delle acque e comunemente chiamata cavin di mezzo (Il graticolato romano di Gianni Caravello).

Casa – MRS si colloca lungo Via Caltana che corrisponde al S.D. VI – VI DECUMANO A SUD DEL DECUMANO MASSIMO ed a est di Via Frattina che corrisponde al K.K. II – II CARDINE AD ORIENTE DEL CARDINE MASSIMO.

L’attuale via Caltana subisce una piega a prima vista inspiegabile all’altezza del ponte sulla Tergola a S. Andrea di Campodarsego: tale deviazione – che non pare giustificabile solo dall’incontro dell’asse viario con il fiume – troverebbe spiegazione ipotizzando la presenza di un fundus antecedente la centuriazione, in strategica posizione di controllo sul fiume (ipotesi confermata dall’interruzione analoga nel tracciato del KK IV). Il sito fortificato di Sant’Andrea troverebbe dunque continuità storica in una villa già presente in età romana e questo deporrebbe a vantaggio della singolare conservazione e importanza rivestita dall’asse viario nel tempo dell’odierna via Caltana (Mauro Varotto – Acque per la terra, terra per le acque: la centuriazione “morbida” lungo la Tergola).

Nell’immagine: Estratto schema della centuriazione di Padova – Tratta da “La Centuriazione compiuta” di M. Zancanella e L. Vedovato

La realizzazione del graticolato nell’area dove sorge oggi Casa – MRS costituì una poderosa opera di canalizzazione che interessò tutta la bassa pianura intorno al fiume Tergola.
Essa costituì uno sforzo di bonifica senza precedenti nell’area: attraverso una prima demarcazione tra bassure riservate alle acque (occupate da paludi e boschi che costituivano la naturale “cassa di espansione” fluviale) e terre più alte destinate alla colonizzazione agraria, l’opera di centuriazione appianò gli squilibri idraulici tra zone palustri e terre asciutte, garantendo rese colturali e livelli di benessere fino ad allora sconosciuti (Mauro Varotto – Acque per la terra, terra per le acque: la centuriazione “morbida” lungo la Tergola).

Non bisogna però pensare alla centuriazione come ad un’opera di urbanizzazione rigida e calata sul territorio in modo slegato dal contesto morfologico; al contrario, come già detto, i romani erano molto attenti a non stravolgere l’equilibrio idraulico del territorio che anzi costituiva la base per lo sviluppo rurale e urbano della loro civiltà.

Nell’immagine: Visione aerea del territorio con le Vie principali in cui si colloca Casa – MRS 

L’immagine del territorio che ne scaturiva era dunque “figura complessa”, composta dal succedersi di porzioni regolarmente divise e porzioni indivise destinate a proprietà comune
Se ostacoli naturali come colline, montagne e più spesso fiumi e paludi di una certa entità costituivano generalmente i limiti della centuriazione […], piccoli dossi o fiumi minori venivano più facilmente inclusi nell’agro mediante complesse operazioni tecniche, così da permettere il proseguimento della centuriazione per aree più vaste. In questi casi, boschi e paludi che per lunghi tratti costituivano parte integrante del paesaggio fluviale venivano ridotti per guadagnare nuove terre da assegnare e coltivare, oppure inglobati nel territorio della colonia ad uso comunitario per il pascolo, la pesca, il taglio del legname.

La Tergola costituirebbe uno di questi esempi: il corso d’acqua di risorgiva che taglia in diagonale il territorio della colonia ben si sarebbe adattato, per direzione e caratteristiche idrologiche, a fungere da asse irriguo, senza tuttavia che la fascia fluviale stessa fosse intersecata da rigida suddivisione poderale […].
Sarebbe fuorviante dunque estendere rigide geometrie ad aree in cui non appare alcuna chiara parvenza di esse: ciò equivale ad attribuire alla centuriazione una regolarità e rigidità che in realtà non ha forse mai avuto. Se di perfezione si può parlare, in questo caso, essa va colta proprio in quei “vuoti” in cui l’assenza di una linearità forzata, la scelta di percorsi sinuosi e il rispetto per le curvilinee forme del paesaggio naturale ancora oggi testimoniano la lungimiranza dell’intervento di età romana. Acque per le nuove terre, dunque, ma anche terre destinate alla libera divagazione delle acque, in cui l’intervento antropico risulta ammorbidito e lo sfruttamento più consono alle possibilità offerte dalla situazione naturale (Mauro Varotto – Acque per la terra, terra per le acque: la centuriazione “morbida” lungo la Tergola).

Nell’immagine: Estratto Carta della Provincia di Padova (Morelli, 1882)

In questa cartina del XIX secolo è ancora evidente la coesistenza tra il “paesaggio fluviale” del Tergola, con la sua ampia fascia di divagazione ed il graticolato romano che non si è sovrapposto a questa importante via d’acqua ma si è modellato intorno ad essa lungo il suo percorso.
Ancora una volta siamo costretti a guardare al passato per scoprire esempi di quello che ora si chiamerebbe “sviluppo sostenibile” e che invece per i nostri Padri era la normale pratica quotidiana.
Il territorio non come un bene da sfruttare, dominare e domare bensì il punto di partenza per intrecciare un tessuto economico e civile (il graticolato) rispettoso del paesaggio naturale in cui era inserito.

Testo e immagini a cura del Dott. Sergio Drago GEOLOGO
STUDIO DI GEOLOGIA TECNICA – AMBIENTALE – IDROGEOLOGIA