RIQUALIFICAZIONE DI UN’ANTICA CASA RURALE – Inserita nell’ordine archeologico territoriale della Centuriazione romana a Nord – Est di Padova

LA MEMORIA

Non perdere memoria è importante, ma ancora più importante è ripercorrerla per farne una Storia. A volte ci si deve arrendere a “quel che è stato è stato” e dimenticare è la cosa migliore da fare… perché la vita deve continuare. Ma altre volte la memoria aiuta a capire il senso di chi siamo o potremo essere, insomma ognuno di noi avrebbe bisogno di non perdere per strada il suo passato per avere il senso del presente.

I luoghi dell’abitare sono in “prima fila” dentro a questo concetto perché, quando antichi, qualcuno li ha abitati prima di noi e sono appunto pieni di memoria che a volte ritorna a indicarci le origini di qualcosa, qualcuno e se questi luoghi sin dalle origini non sono mai cambiati è sicuramente Storia, Storia vera con un suo valore intrinseco.
La memoria in questo progetto è non perdere una piccola casa rurale ricevuta in eredità, inserita nell’area verde a Nord – Est della Città di Padova definita “Alta Padovana”.
Il Comune di pertinenza che la segnala a Catasto sin dal 1891 è quello di Campodarsego che possiede una porzione dell’antica Via Caltana, oggi strada di collegamento delle terre padovane a quelle veneziane che prende il nome dalla gens romana “Calptana” abitante dell’estesa centuria originaria. Inoltre il Comune di Campodarsego è totalmente inserito nell’area archeologica del più noto “Graticolato romano” e tutti i cittadini sono chiamati a conferire i reperti antichi che dovessero emergere dal movimento della terra privata ad un Museo specifico, costituito all’interno della sede del Comune di Borgoricco opera dell’Architetto Aldo Rossi, quasi cattedrale di stile in mezzo ai campi arati che strutturano il paesaggio. All’incrocio tra Via Caltana e Via Frattina che prende il nome dall’ultimo viaggio del Frate Antonio morente per arrivare a Padova in Cattedrale (che prenderà il suo nome dopo la santificazione), esiste ancora abitata una delle Ville, con Barchessa e Masseria, del Conte Giorgio Mattiazzo Gelmi che sposato a un’erede della nobile famiglia Aghito ha soggiornato qui stabilmente fino alla seconda metà del ‘900 e da cui controllava i suoi possedimenti terrieri attraverso massari che usavano case bracciantili di sua proprietà.
Una di queste case di modeste dimensioni in fronte Villa, fu acquistata negli anni ’50 del ‘900 da Luciano Stefan ed è oggi oggetto del progetto “Casa-MRS”. La costruzione come per tante altre abitazioni rurali presenti nel territorio suggerisce a prima vista, sia per il modesto rigore costruttivo sia per lo stato di deterioramento, un bene immobile abbastanza comune oltreché datato.
Ma grazie alla memoria da preservare questo progetto ha svelato la sua “alzata” rispetto ai livelli del terreno circostante che la pone al sicuro dalle piogge intense, la sua posizione costruttiva areata e in piena luce per tutti i lati per tutto il periodo dell’anno che ha aiutato una costruzione fatta di soli tre elementi, tenuti insieme con maestria d’altri tempi, tutta l’elasticità e la salubrità necessaria all’immobile per superare senza traumi il secolo di vita.